A Palazzo D’Amico la cerimonia di consegna del premio “Cittadino Semplice” alla memoria di Norberto Bobbio

Si è svolta a palazzo D’Amico la cerimonia di conferimento del premio “Cittadino Semplice”, riconoscimento assegnato in questa quarta edizione alla memoria di Norberto Bobbio, filosofo giurista, politologo e storico italiano senatore a vita dal 1984 fino alla morte avvenuta nel 2004. Ad illustrare l’iniziativa la presidente dell’Associazione “Città Invisibili”, Maria Rotuletti.
A consegnare la targa e la pergamena al figlio Andrea Bobbio è stato Amico Dolci. Quindi i saluti dell’assessora comunale alla Cultura, Lydia Russo e i vari interventi programmati. A relazionare sono stati Daniela Novarese, lo stesso Amico Dolci, Tommaso Greco, Peppino Ortoleva, che con Bobbio hanno avuto rapporti di amicizia, moderati da Alessio Pracanica, ricordando che Bobbio è stato un intellettuale del 20esimo secolo e che la premiazione è venuta a coincidere con il 116esimo anno dalla nascita.
L’intervento della professoressa Novarese ha tracciato la figura di Norberto Bobbio dal punto di vista storico-politico, non tralasciando di tratteggiare anche il suo profilo d’impegno civile. Così, un accenno al rapporto di Bobbio con il partito socialista e quello serrato col partito comunista; la sua posizione ferma contro ogni dittatura, sia di destra che di sinistra; l’esaltazione dei valori universali presenti nelle sue opere e nel suo operato. Mentre Pracanica ricordava l’indipendenza di pensiero politico del premiato e l’importanza che assumeva nel suo periodo storico, era Amico Dolci che si soffermava sull’intenso e proficuo rapporto di confronto intellettuale del padre Danilo con Bobbio, ricordando anche l’ultimo suo incontro con Norberto e citando alcuni particolari. Molto approfondita l’analisi di Tommaso Greco su Bobbio filosofo e uomo di pace politica, non tralasciando di evidenziare poi la straordinaria disponibilità con gli studenti. “Bobbio –ha detto ancora- è stato un pensatore della semplicità per il modo in cui ha volto il suo magistero” e l’ha annoverato tra i più importanti pensatori del ‘900. Nel suo operare il filosofo del diritto ha fatto molte cose, insegnando anche la scienza della politica, materia diventata importante nei corsi di studio. Ha parlato di un pensatore complesso e semplice al tempo stesso, ma dotato della capacità di cogliere l’essenza delle cose, di dialogare e fare dialogare le parti in anni contrassegnati soprattutto da grandi scontri ideologici. Infine, una sottolineatura del grande insegnamento del maestro, l’abilità e capacità nel portare concetti politici, ed anche quel suo chiedere sempre “quale?” affrontando tematiche su socialismo, sicurezza, democrazia, e così via. Insomma un Norberto Bobbio anche grande e straordinario scrittore che aveva lo sguardo dei semplici. Come allievo di Bobbio, suo grande maestro, ha portato una testimonianza sotto tale aspetto, Ortoleva, elogiando la strenua chiarezza che Bobbio applicava anche ai filosofi, intercalando un accenno sul pensiero politico. Caratterialmente, la conferma che la chiarezza per Bobbio era una esigenza, un dovere, una sua tipicità come la sincerità. E per Ortoleva, volendolo, la definizione da dare a Bobbio: un grande illuminista; nel senso però inteso da Cesare Beccaria!. Del padre ha parlato in chiusura Andrea, prudentemente distante dall’attività paterna, dal suo pensiero, dalle sue amicizie –come ha detto-, considerando però il padre un uomo semplice, di cui ha cercato di capire il pensiero leggendo i suoi libri. L’ha rappresentato intellettualmente lucido fino alla fine, nonostante accusasse dei fastidi fisici. “Ho fatto la mia vita senza interferire con quella di mio padre” –ha aggiunto-, mentre per molti studenti è stato un privilegio averlo avuto come maestro”.
Concludendo quindi, un Norberto Bobbio che il figlio ha definito: “un mito vivente, un uomo semplice per la gente comune, un uomo sobrio, un modello per tanta gente, la semplicità –come ha detto- è stata la caratteristica della sua vita”. Concludendo, un richiamo alla sua ultima volontà: “niente discorsi funebri, perché non c’è proprio niente di più retorico”!
Quest’anno il premio “Città Invisibili” ha avuto un’appendice il giorno successivo con la presentazione del libro “Critica della ragione bellica” di Tommaso Greco, che ha dialogato con Alessio Pracanica.

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