Incardinato il dibattito sul Piano di utilizzo delle aree del demaio marittimo (Pudm), ma per giungere a votazione occorrerà una ulteriore seduta prevista questa sera visto che dopo quasi quattro ore di riunione è mancato il numero legale. E la causa potrebbe essere stata la proposta (rigettata) di alcuni esponenti della stessa maggioranza formulata dal consigliere Saraò di un rinvio dei lavori a giovedì. In sede di votazione nove sono stati i contrari e 8 i favorevoli. Una seduta caratterizzata da tante polemiche con l’opposizione che dopo il prelievo dell’argomento proposta dal consigliere Franco Rizzo e votato dalla maggioranza d’Aula è intervenuta più volte per chiedere un rinvio della votazione per approfondimenti formali e sostanziali. A dire il vero oggetto della proposta era l’esame e il voto delle 20 osservazioni formulate dai soggetti portatori di interesse legittimo e che hanno ricevuto già il parere negativo degli uffici comunali. Quindi alla richiesta di Rosario Piraino che invitava il dirigente tecnico Fabio Marino a chiarire quale fosse la competenza del consiglio comunale sulla proposta, Marino riferiva che il piano era stato approvato in giunta, e che le osservazioni erano state portate all’esame del consiglio per chiudere la procedura, facendo seguire l’invio all’assessorato regionale per l’approvazione. Un percorso che per Giuseppe Crisafulli doveva portare però ad eventuali proposte in variante sulle osservazioni e sul piano, da fare quindi in aula, e non dopo l’adozione e l’emissione del decreto regionale. Considerato chiuso lo spazio per gli interventi, il presidente Alessandro Oliva introduceva l’analisi delle singole osservazioni per la votazione. Preliminarmente Maisano presentava un circostanziato documento, da allegare alla delibera, unitamente alle note dell’Asp e della Sovrintendenza, con il quale evidenziava incongruenze nella proposta, in merito alle osservazioni presentate e nei numeri di protocollo, per cui chiedeva chiarimenti. Quindi la proposta di Santi Saraò del rinvio per fare chiarezza, procedendo poi al riesame della proposta anche in presenza del sindaco, quale proponente. Trattandosi di scelte politiche, Mario Sindoni condivideva il rinvio, e Rosario Piraino l’individuava nella giornata di giovedì. Di parere opposto Rizzo e Alisia Sottile. E il voto dava loro ragione, non consentendo però ugualmente la prosecuzione proprio perché i consiglieri che avevano votato per il rinvio abbandonavano l’aula facendo venir meno il numero legale, determinando il passaggio in seduta di seconda convocazione con il quorum dei presenti ridotto a 10 e ripresa dei lavori nel giorno successivo.
