Si è chiusa con un bilancio positivo la due giorni di “Di Pane e di Vino”, l’iniziativa promossa dal Comune di Milazzo grazie ai fondi concessi dalla Regione Siciliana per la valorizzazione e la promozione dei prodotti tipici dell’Isola. Due giornate che hanno portato al centro dell’attenzione grani antichi, pane, vino, biodiversità e cultura del territorio, attraverso il confronto con produttori, esperti e operatori del settore.
Il risultato più significativo è stato quello di aver costruito un percorso capace di mettere insieme divulgazione, degustazione e promozione, facendo conoscere al pubblico non soltanto i prodotti ma anche le storie, le tecniche e le persone che stanno dietro alle produzioni siciliane.
Il primo appuntamento, nell’Atrio del Carmine, ha registrato una partecipazione significativa al convegno dedicato ai grani antichi e alla cultura del pane e del vino. Dopo i saluti del sindaco Pippo Midili, il confronto, moderato dalla giornalista Rossana Franzone, ha coinvolto Antonio Palana di Frangipane, Tony Rocchetta, custode della Chiattulidda licatese, Carmelo Presti di “Pagnotta è Salute”, la sommelier Grazia Di Paola e Flora Mondello, delegata dell’Associazione Le Donne del Vino Sicilia, CEO di Gaglio Vignaioli e presidente del Consorzio Mamertino Doc.
Dalla biodiversità alla tutela delle varietà antiche, dal lievito madre alla filiera del pane, fino alla valorizzazione del vino e all’enoturismo, il dibattito ha consentito di affrontare il rapporto sempre più stretto tra produzioni di qualità e identità dei territori.
Particolarmente significativo il racconto di Tony Rocchetta sulla Chiattulidda, il grano autoctono licatese che il produttore custodisce e sta cercando di riportare al centro dell’attenzione attraverso coltivazione, ricerca e divulgazione. Un esempio concreto di come la salvaguardia della biodiversità possa trasformarsi in un progetto di valorizzazione economica e culturale.
A rendere ancora più concreta la discussione sono state le degustazioni, che hanno permesso al pubblico di incontrare direttamente i produttori e conoscere le caratteristiche delle produzioni presentate. Un passaggio importante perché ha consentito di trasformare i temi affrontati nel convegno in un’esperienza diretta, legando il racconto alla conoscenza dei prodotti.
La prima giornata si è poi conclusa al Teatro Trifiletti con lo spettacolo di Ernesto Maria Ponte, che ha portato sul palco la sua comicità coinvolgendo il pubblico in una serata all’insegna del divertimento. Un momento di intrattenimento che ha completato il programma della giornata, affiancando alla parte dedicata alla cultura agroalimentare anche quella dello spettacolo e della socialità.
La seconda giornata ha invece assunto un taglio più specialistico con la master class “Mamertino e Nocera: una storia millenaria”, ospitata negli spazi del Monastero delle Benedettine del Castello. Condotto da Grazia Di Paola, l’appuntamento ha rappresentato il momento conclusivo della manifestazione e ha concentrato l’attenzione su due importanti espressioni della viticoltura siciliana. Per gli addetti ai lavori, i giornalisti e il pubblico selezionato presente, la master class ha offerto l’opportunità di approfondire storia, caratteristiche e prospettive dei due vitigni, direttamente attraverso il confronto con le aziende produttrici. Presenti Cantine Lipari, Principi di Mola, Planeta, Gaglio e Cambria, protagoniste di un percorso di degustazione di cinque vini accompagnati da diversi abbinamenti con il pane.
È stato proprio questo secondo appuntamento a completare il percorso avviato con il convegno: dal valore della materia prima e della biodiversità alla trasformazione, dalla cultura del prodotto alla sua capacità di rappresentare un territorio e diventare elemento di attrazione anche sul piano turistico.
“Di Pane e di Vino” ha così confermato la possibilità di utilizzare le iniziative di promozione dei prodotti tipici non soltanto come occasioni di degustazione, ma come strumenti per raccontare la Sicilia attraverso le sue produzioni e rafforzare il rapporto tra agricoltura, enogastronomia, cultura e turismo.
Per Milazzo, inoltre, la manifestazione ha rappresentato un’ulteriore occasione per proporsi come luogo di incontro e di valorizzazione delle eccellenze siciliane, mettendo a disposizione del pubblico e degli operatori una cornice storica e paesaggistica che ha contribuito a rafforzare il racconto del territorio.
Il bilancio della due giorni, dunque, va oltre la partecipazione ai singoli appuntamenti. Il valore dell’iniziativa è stato soprattutto quello di aver creato un confronto tra mondi diversi ma strettamente collegati: produttori agricoli, panificatori, aziende vitivinicole, esperti, giornalisti e istituzioni.
Un percorso che ha avuto come filo conduttore il rapporto tra prodotto e territorio, con l’obiettivo di trasformare le eccellenze agroalimentari in strumenti di conoscenza, promozione e sviluppo.
L’Amministrazione comunale ha sottolineato proprio questo aspetto, evidenziando come le risorse regionali siano state utilizzate per un’iniziativa capace di valorizzare produzioni e identità siciliane, creando al tempo stesso occasioni di confronto e promozione per il territorio milazzese.

