Il Consiglio Comunale straordinario sull’Ospedale: consuete proteste in attesa di una auspicabile soluzione

Le problematiche inerenti l’ospedale di Milazzo, con riferimento al pronto soccorso, restano ancora in alto mare a conclusione dell’adunanza straordinaria che ha portato parlamentari, amministratori e consiglieri comunali di Milazzo e del comprensorio, sindacalisti, a dibatterle per diverse ore. Però di certo c’è adesso  la certezza di un’azione che si svolge e si porta avanti con una linea unitaria, come è emerso dai numerosi interventi che hanno seguito quelli dei parlamentari siciliani presenti, confermando che quelle ospedaliera è una battaglia che non ha colore politico.
Purtroppo però la situazione è stagnante da anni, facendo riferimento all’ottobre 2022 in cui il problema fu posto sul tappeto con il riscontro delle le criticità esistenti e al riscontro che bisognava procedere alla ristrutturazione del pronto soccorso. Sull’articolazione di quell’incontro il sindaco Pippo Midili ha avuto modo di contestare posizioni a lui attribuite in merito a una soluzione, che per l’occasione ha rievocata in aula, a dimostrazione ed a conferma che la stessa era riferita alla situazione del momento.
Per il resto non ci sono ancora idee concrete sulla soluzione per potere effettuare i lavori. Guardando oltre la situazione del pronto soccorso, Santi Saraò ha manifestato le possibili preoccupazioni andando lo stesso a regime conseguenti alla carenza dei medici. Tristezza è stata espressa da Antonino Italiano pensando a come è ridotto un ospedale Dea di 1° livello, uno scempio –a suo avviso- causato dalla sanità pubblica. A chi parlava di unità d’azione, Giuseppe Doddo ha sostenuto invece che è una storia che si ripete con le rituali passerelle politiche, visto e considerato che nessuno ha detto quale sarà la soluzione. Al consiglio comunale ha addebitato mancanza di proposizione, la qualcosa non sarebbe successa approvando la sua mozione per la costituzione di una commissione sanitaria per avere voce in capitolo e che il consiglio ha bocciato.
Il rappresentante della Cgil, Francesco Andaloro, ha evidenziato la mancanza della voce dell’Asp 5,in assenza del commissario, e quella dell’assessore regionale alla sanità che avrebbe potuto far sapere cosa intende fare per l’Asp di Messina La sua proposta è di andare a Palermo per farsi dire quali sono le proposte per la sanità siciliana, e soprattutto per il nostro territorio. In sintonia nel segnalare le criticità presenti all’ospedale di Milazzo, pure il dottore Mondì –rappresentante Uil di Messina-.
In conclusione l’intervento del sindaco Pippo Midili, che ha riferito sull’esito dell’incontro in cui è stato assicurato che ortopedia, ostetricia e pediatria restano a Milazzo, e dell’assicurazione dell’assessore Volo e del dottore Iacolino che l’ospedale di Milazzo non chiude, anche se al riscontro degli eventi il sindaco è dell’avviso che scientificamente si intende pervenire alla chiusura degli ospedali di Milazzo e Barcellona, e sarebbe questo l’obiettivo. Sulla situazione attuale del pronto soccorso Midili ha detto che la soluzione è che resta dov’è e che per la sua ristrutturazione bisogna trovare l’alternativa: o pronto soccorso da campo modulare di 2^ categoria, che dovrebbe comprare la protezione civile; o intervenire in sicurezza facendo i lavoro in psichiatria, disponendo della somma di 800 mila euro, ma qui ci sarebbe da risolvere il problema fatto emergere da un intervento del dottore Giannetto essendo in atto nella struttura ospitati laboratori. Ad ogni buon fine, anche nell’approssimarsi delle elezioni europee, il sindaco Pippo Midili ha riferito che c’è “una linea assunta da noi sindaci, che siamo pronti e decisi a dimetterci qualora non dovessimo ottenere quanto vogliamo”.
E, convinto che c’è una battaglia ben precisa per affossare ulteriormente la provincia di Messina, ha invitato a rispondere con interventi ed iniziative forti e precise. Intanto ha invitato il presidente del consiglio, Alessandro Oliva, ad uscire con un comunicato ufficiale della serata dicendo che l’ospedale mantiene il pronto soccorso in vita, con o senza la ristrutturazione.

 

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